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NEL CAMPO DEI VIDEPROIETTORI IL LASER E LA LUCE A LED SOPPIANTANO LE LAMPADE UHP

 

 

L’evoluzione del mercato dei videoproiettori tra tecnologie diverse LCD, DLP e LCos ed emissioni di luce a Led o Laser, che soppiantano la tecnologia UHP

 

I videoproiettori nel giro di pochi anni hanno fatto passi da giganti.  Sono passati dalla tecnologia CRT (nota anche come a “tubo catodico”), ovvero dalla riproduzione dell''immagine linea dopo linea in modo analogico, alla LCD con tre pannelli separati di cristalli liquidi, uno per ogni componente del  segnale video  (rosso, verde e blu). Alla tecnologia DLP (detta a microspecchi),

acronimo di Digital Light Processing, famoso brevetto  registrato, nel 1987, dalla  Texas Instruments in cui l’immagine è data da minutissimi specchi, disposti in una matrice su un circuito integrato a semiconduttore, chiamato Digital Micromirror Device (DMD). Ogni microscopico specchietto corrisponde ad un pixel e, quindi,  il loro numero corrisponde alla risoluzione dell’immagine proiettata. Ecco perché nelle illustrazioni troviamo Matrici 800x600, 1024x768, 1280x720, e 1920x1080 (HDTV). Ricordiamo, poi, la tecnologia LCoS (acronimo di Liquid Crystal on Silicon) con le sue numerose variabil D-ILA,(acronimo di Digital Direct Drive),  i e infine, SXRD  (acronimo di Silicon X-tal Reflective Display) per arrivare alla tecnologia Laser

Indipendentemente dalla tecnologia, i parametri valutativi di un videoproiettore sono:

1.      Luminosità E'' uno dei fattori più importanti. Definisce la potenza di emissione del fascio di luce che proietta il video e quindi la capacità di rendere le immagini vive e brillanti. Si misura in ANSI Lumen. (American National Standards Institute)

2.     Rapporto di contrasto
Il rapporto indica la capacità del dispositivo di rendere le zone chiare e scure del quadro video in qualunque condizione di luminosità. E'' quindi responsabile della profondità dei neri (tipico punto critico dei videoproiettori LCD e DLP), delle tonalità dei grigi e in generale di tutte le sfumature cromatiche.
Viene espresso in forma di rapporto numerico (ad esempio 1000:1)